B come Beograd. Appunti su luoghi, cibi, ricordi con broncio finale.

Quando ho compiuto 30 anni ho pensato che la cosa migliore che potessi organizzare era un viaggio per i miei amici. La destinazione era Belgrado per vari motivi: 1) è la mia città del cuore, 2) è la città da cui viene mia mamma e buona parte della mia famiglia è lì, 3) si mangia bene, ci si diverte e i prezzi sono modici. Per sapere di più su quel compleanno cercate su Instagram #tridesetbets.

Questo post non è una guida, e non comprende tutte le mille cose che potreste fare, però potrebbe essere un buon punto di partenza. Se doveste avere domande specifiche potete scrivermele e risponderò più che volentieri, o potete consultare su Instagram l’hashtag #stebetsyu, che cerchiamo di tenere aggiornato con tutte le nostre gite verso le mie radici.

Iniziamo. Ah, il post è lungo. Spero non abbiate fretta, se ne avete Belgrado quasi sicuramente non farà per voi. Il nostro è un ritmo lento, ma intenso.

Alloggio: ho prenotato delle camere in un albergo a Skadarlija, perché in così poco tempo vale la pena alloggiare in questa strada ultra-caratteristica o comunque a Stari Grad (trad. città vecchia). L’albergo era davvero molto carino e con prezzi molto accessibili: il Bohemian Garni. Altra alternativa conveniente sono gli appartamenti, ce ne sono molti in centro e in passato ho prenotato questo che è in una posizione altrettanto strategica. Ovviamente anche gli ostelli sono un’opzione ma il mio preferito ha cambiato gestione e non ne ho provati altri poi.

Giorno 1, cena. Già dalla prima sera alloggiare a Skadarlija ha dato i suoi vantaggi, dato che siamo arrivati in hotel verso le 23:30 (aereo + taxi) e alle 00:30 siamo andati a cena in una delle ‘kafane’ (singolare ‘kafana’, come vien chiamato un locale tipico). Ce ne sono varie in questa strada ma sicuramente vale la pena andare da Tri Šešira o Dva Jelena. Vi avverto che spesso in questi posti troverete musica dal vivo, spesso tradizionale, e spesso a ‘passeggio tra i tavoli’. Questa per me è una cosa emozionante perché in genere sono canzoni che ascoltava mia nonna in cucina a casa nostra a Civitanova, o MammaMilly in macchina. Se non siete nel mood, meglio evitare.
Altra questione spinosa, in molti di questi posti è possibile fumare all’interno, ci sono zone non fumatori – tuttavia è possibile che il fumo degli altri vi raggiunga, quindi magari date un’occhiata alla sala se decidete di mangiare dentro.
Cosa abbiamo mangiato: ovviamente i ćevapčići compresi in una grigliata di carne mista, che era servita comodamente distesa su un letto di patatine. Come contorno fresco – e delizioso – ordinate la ricca insalata ‘Šopska salata‘, non ve ne pentirete. Ah: ricordatevi che usiamo la cipolla, cruda, spesso.
La birra GDO da bare è la Jelen Pivo principalmente. Se voleste essere super-local allora prima di mangiare ordinereste una grappa (comunemente chiamata ‘rakija’), ricordatevi di non schiantarla: va sorseggiata, per carità.

Prima sera: passeggiata. Per aiutare la digestione ho proposto di fare un giro a piedi nelle vicinanze. Da Skadarlija siamo andati verso Trg Republikefoto di repertorio dalla mia gallery di Instagram – passati per la zona pedonale di Knez Mihailova che arriva fino a Terazije dove potrete ammirare uno degli alberghi più wesandersoniani di Belgrado, l’hotel Moskva – foto – che ha una sua pagina Wikipedia ma anche e sopratutto una pasticceria – foto. Era notte quindi non ci siamo fermati molto e abbiamo continuato verso Andrićev Venac perché i nostri personaggi illustri non sono solo passati alla storia come diabolici criminali, c’è anche molto altro, tipo Ivo Andrić. Il giro terminava con la Skupština che di sera fa un bell’effetto.

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Come vedete dalla mappa è un giro breve ma che permette di farsi una prima idea della città. Il sovrapporsi e stratificarsi di palazzoni grigi e palazzoni austrounghereggianti, restituisce immediatamente il volto di una città complessa e affascinante che contiene moltitudini e che si è spesso trovata a dover ricominciare.

L’alternativa alla passeggiata: un drink al Blaznavac cafe-bar – che merita assolutamente una visita di giorno per poter vedere bene le sue simpatiche stramberie -, andare a ballare (boh ragazzi non lo so, era l’euforia del compleanno) al Sindikat club (10 minuti in taxi dal centro), oppure farsi una serata techno (?!) al costo di 400 RSD (3,39 euro) al DRUGSTOR (7 minuti in taxi, 26 minuti a piedi).

Giorno 2, mattina. Dopo la colazione al Cocotte Bistrò – se siete in tanti prenotate – perché carino, vicino all’hotel e con possibilità di colazione salata tipica ma anche croissant per chi la mattina avesse nostalgia del bar di casa, ho pensato fosse il caso di tramortire immediatamente i miei amici con una visita al Museo della Storia della Jugoslaviafoto. Ci siamo arrivati con il bus che parte da vicino Trg Republike (fermata lato Teatro Nazionale, per i biglietti chiedete nei chioschetti che vendono giornali/bibite/sigarette), ma potete tranquillamente andarci anche in taxi o a piedi – ci vuole un’oretta. Il museo è immerso nel verde e è anche il luogo in cui sono sepolti il Maresciallo Tito e sua moglie Jovanka. Le esposizioni cambiano di tanto in tanto, ma riguardano sempre la Jugoslavia titina e il luogo è permeato dalla sua figura. C’è anche una sala cinema in cui in heavy rotation danno un cortometraggio che illustra cosa rappresentasse Tito per il nostro popolo – e cosa rappresenta oggi per i molti che lo (rim)piangono. Vi consiglio il tour guidato perché sono particolarmente feticista in questo – controllate gli orari – tuttavia noi non lo abbiamo fatto perché avevamo me – eheheheh è arrivata l’espertona!

Pranzo. MammaMilly ci ha consigliato un posto super che si chiama Seher, dove abbiamo mangiato ma sinceramente non ricordo cosa perché quello è stato uno dei miei momenti piantino di commozione – la mia migliore amica era arrivata a sorpresa dall’Italia! Per arrivarci abbiamo passeggiato in mezzo a Hajd Park (che sarebbe Hide Park, in Serbia i nomi stranieri vengono traslitterati!), che ci ricorda prepotentemente quanto in questa città – tra il brutalismo socialista e i nuovi scempi che vengono costruiti – ci siano davvero molti spazi verdi. Tornando al cibo, in quella zona ci sono diversi altri ristoranti, quindi si può tranquillamente fare una pausa nelle vicinanze.

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Foto veloce durante la passeggiata

Pomeriggio. IPOTESI A) Fare un tuffo alla piscina pubblica a Tašjmaidan che, guarda un po’, è un parco pubblico, quindi visitare Crkva Svetog Marka (Chiesa di San Marco, foto) e finire il giro nel peggiore dei modi cioè passando in Takovska dove c’è l’ex sede della Tv nazionale, bombardata dalla NATO e mai ricostruita. Questa possibilità l’ho inserita nel piano, è vero, tuttavia non mi piace il turista a caccia di foto del dolore. Non va dimenticato quel dolore, la memoria va preservata, ma le nostre bellissime città jugoslave non possono venire cannibalizzate da questo marketing della guerra come invece, ahimè, succede spesso – tipo a Sarajevo, per citarne una. L’IPOTESI B) – che si è poi verificata -, consisteva nell’andare a Kalemegdan che non ci crederete ma sì è un parco (wow!), ma è sopratutto il nome della fortezza simbolo della città di Belgrado e da cui si dice prenda il nome (infatti Beo = bianco e grad = città, ergo, ‘città bianca’ e la fortezza di che colore è? esatto, bianca). Il parco è molto vasto, e dentro troverete un mausoleo, una galleria per le esposizioni, una collezione di armamenti bene in vista (?!) e molte altre attività e curiosità, tra cui il peggiore zoo che possiate immaginare. Non andateci, non sto scherzando. Anzi, se credete in queste cose firmate questa petizione.
Il nostro giro nel parco era orientato a prendere un cocktail al Boho Bar che è, a parer mio, il più bel posto in cui bere a Belgrado con il bel tempo. Si sviluppa su più piani e la terrazza dove eravamo seduti noi è sulle mura della fortezza, con vista sull’incrocio del Danubio e della Sava. Ci sono tavolini e sedie, ma sulla terrazza la situazione è materassino a terra da condividere con gli amici in stile arabeggiante. Vaporizzatori di acqua, musichina, altalene vicino alla cassa, cocktail ottimi. A pensarci mi commuovo ancora.

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Foto di @boshimane

A Kalemegdan ci sono altri posti in cui fermarsi, se non è ancora stagione da Boho Bar. Uno di questi è la Kalemegdanska Terasa che è un ristorante elegante, con una bella vista e a un certo punto gli passa in mezzo un albero. Sì.

Si sarebbe poi dovuti andare verso il quartiere di Savamala a caccia di graffiti tra cui uno realizzato da Blu – ma anche altri validi artisti – e si può prenotare un tour graffiti.

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Andate a leggere la didascalia esplicativa

Il quartiere è pieno di localini carini e gallerie d’arte che si animano di sera organizzando eventi di vario tipo (nel link che vi ho messo ce ne sono scritti alcuni), ma segnalo come localino del mio cuore la Jazz Bašta che dal sito sembra una roba shabby chic e invece è tutto sgarrupato ma in modo piacevole e non posticcio – ah preparatevi a fare delle scale per arrivarci.

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Foto di @boshimane

Sera. Da Kalemegdan siamo andati a cenare alla Teatroteka locale tipico, ovviamente con musica, dove consiglio di ordinare una Karadjordjeva: roll delizioso e letale, servito su letto di patate, che una volta iniziato a tagliare sbrodolerà il suo contenuto formaggioso. Capisco che non sia per tutti gli stomaci, ma va provato.
Altro ristorante in cui andare assolutamente è la kafana ? : non è un errore di battitura, il suo nome è proprio ‘punto di domanda’ (srb: Znak Pitanja). Ricordatevi di prenotare!

Dopo cena siamo andati al DRUGSTOR (di cui sopra) e di cui vi consiglio di controllare le serate, perché il posto spacca e ci sono eventi alle volte non male. Spesso è musica techno, tuttavia se vi piacciono situazioni in spazi industriali recuperati direi che potreste passarci. E per concludere siamo andati agli Splavovi ovvero i locali-palafitta sulla Sava. Situazione discoteca. Ci è piaciuto, abbiamo fatto l’alba.

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Foto di Gaia

Ne abbiamo scelto uno praticamente a caso, perché in quella zona ce ne sono molti e tutti vicini. La vita notturna di Belgrado, se vi interessa, è davvero ricca da perdere la testa, tanto che esistono diversi tour organizzati che tuttavia non ho mai provato, quindi non saprei quanto siano validi. E ovviamente non scordiamoci i rooftop, ecco una selezione.
Importante per fame notturna: ci sono dei posti aperti 24h che vi danno da mangiare il cibo degli dèi: Burek. Non è leggerissimo come avrete capito ma dato il basso costo degli alcolici a un certo punto prima di andare a letto sarebbe meglio dargli due morsetti. Cercate quindi la ‘Skroz dobra pekara’ (è il nome della catena) più vicina a voi. A questo punto i vostri punti local aumentano se prendete anche uno jogurt da bere, che non è dolce e accompagna solitamente molti pasti – qui un video adv a sostegno. Questa accoppiata per me è sapore di casa, di infanzia, di viaggi con mamma, di famiglia che viene a trovarmi in Italia con pacchi di cibo dalla Jugoslavia e di prima colazione la prima volta che sono andata a Belgrado da sola.

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Burek (+jogurt nel sacchetto)

Giorno 3. Le numerose ‘Pekara’ (plur. pekare) ovvero panetterie, sono un ottimo modo per iniziare la giornata. Se volete rimanere leggeri e provare qualcosa di semplice ma tipico e buono prendete ‘kifla’, che è tipo un croissant dolce o salato, vuoto o farcito, molto saporito. Cercate il Hleb i Kifle più vicino – non è detto che servano il caffè in tutti.

Dato che era fine Luglio noi abbiamo optato per fare un giro al ‘mare di Belgrado’, ovvero Ada Ciganlija che è una zona del fiume adibita alla balneazione, quindi con spiaggia, lettini, ombrelloni, chioschi, possibilità di fare cose con l’acqua tipo sci d’acqua, pattìno ecc. In molti di questi posti, quando non straripano di persone, è possibile avere un posto con ombrellone alla modica cifra di ‘consumare bevande/cibo’. C’è anche un parco avventura, mai stata, ma c’è.

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Se non siete tipi da spiaggia ma l’acqua è ok, potreste optare per un Belgrade Boat Tour, così come tanti altri tipi tour. Potreste oppure voler visitare – dall’altra parte del fiume Sava, a Novi Beograd – il Museo di arte contemporanea, o – restando a Stari Grad – il Museo di Nikola Tesla (che però potrebbe deludervi, quindi: aspettative basse, è un museo piccolino. Se avete dei bambini però potrebbe essere carino perché ci sono degli esperimenti che si possono fare). Un altro museo che potreste voler visitare è quello della Storia della Serbia, che si trova comodamente in centro – nella piazza che descrivo qui – per cui potreste godervi anche un po’ di vita cittadina tra caffè, parchi e negozi.

Imperdibile una visita a Hram Svetog Save se non altro per poter dire che siete stati nella chiesa ortodossa più grande al mondo. Fun fact: la sua cupola è visibile da quasi tutta Belgrado, per cui potreste usarla per orientarvi 🙂 se vi piace l’oro scendete nei sotterranei.

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Foto di @boshimane

Per i dolci quoto assolutamente Sara per entrambi i posti, imperdibili.

Se siete fan del capitalismo che sradica la tipicità dei luoghi sarete felicissimi di andare da Savanova dove hanno cappuccino, espresso, ristretto, mocaccino, macchiato freddo, macchiato caldo, caffè lungo MA non hanno la domaća kafa, ovvero il caffè tradizionale che tutti bevono e tutti servono. I commenti di TripAdvisor dicono sia un posto raffinato, moderno e molto bello e sono d’accordo, peccato che potreste essere a Belgrado o anche no. Ma sono gusti.

Del resto qualcuno apprezzerà certamente il Belgrade Waterfront ma non io, e nemmeno altri. Mentre il nuovo avanza il vecchio viene sventrato. Per non parlare dello storico hotel Bristol che adesso fa questa fine qui.

Ok adesso mi sono rattristata per bene, smetto di scrivere.
Se andate a Belgrado andateci prima che la città diventi un’altra. Prima che mi cambino la topografia del cuore.
E se mi arrabbio così, se mi mancano le parole è perché questa è una città con il potere di affascinarti e insinuarsi dentro la pelle, così da non poterla più scrollare. Non funziona con tutti, certo, ma quando funziona non riesci a capire più perché ti piaccia, ci pensi ma non senti più i pensieri ché il cuore inizia a rimbombarti nel petto e dici ma sarà ora di tornarci? mi manca. E in quei casi saliamo in macchina, e torniamo.

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Io e specchietto sporco.

P.s.: Se non vi ho convinti che valga la pena andare, potete leggere questo. E ovviamente Momo Kapor ‘The magic of Belgrade’.

2 risposte a "B come Beograd. Appunti su luoghi, cibi, ricordi con broncio finale."

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